Quattro generazioni di imprenditori alla guida di un'azienda dalla storia appassionante.
Un' avventura imprenditoriale che inizia nell'opificio di Remigio, a San Pancrazio, e prosegue con Mansueto, con la sua decisa volontà di industrializzare, a Ozzano Taro; che attraversa gli anni terribili delle due guerre e giunge fino a noi grazie alla fiducia di un imprenditore "vero", nella ricostruzione e nell'espansione.
Lucio e Giuseppe, uomini della terza generazione, fanno del marchio Alpino e in particolare dell' Ortolina un fiore all'occhiello dell'industria alimentare parmense.
Tenacia e costanza, senso del dovere, trasparente onestà si sono tramandate di generazione in generazione, e assieme alla fiducia nei frutti del lavoro costituiscono le doti che caratterizzano l'azienda.
La Marca Alpino
Fu Mansueto, grande appassionato di storia ed ex alpino, a decidere di identificare i prodotti a base di pomodoro fabbricati a Ozzano con il marchio Alpino. L'antica immagine riproduceva un alpino sulla vetta di un monte, con un bastone da un lato, il fucile a tracolla e ai lati due grappoli di pomodoro.
Nel marchio comparivano inoltre tutte le medaglie e i riconoscimenti ottenuti fino a quel momento nelle due attività. Con il passare del tempo l'immagine dell'alpino si modernizza: il fucile scompare ed è sostituito da un fascio di corde, scompaiono anche le monete e le medaglie ricordo di un passato glorioso.
Il primo sugo: l'Ortolina, l'orto in cucina
È da una vecchia ricetta casalinga del 1936 che nasce l'Ortolina.
Virginia, moglie di Mansueto, chiamata affettuosamente Ida, aveva ricevuto da un'amica una ricetta per preparare un salsa con pomodoro e verdure. Ida la utilizzava per i pranzi della domenica o delle grandi occasioni, per accompagnare i bolliti o per condire...
Mansueto ebbe l'idea di produrre industrialmente questa salsina che piaceva molto a tutti. Negli anni '50 Ortolina fu il primo sugo pronto ad apparire sul mercato, e lo slogan "l'orto in cucina" risuonava come un invito ad accostare la praticità alla genuinità del prodotto.
Anche la confezione fu innovativa ed ebbe subito grande successo: un tubetto protetto da un accattivante astuccio colorato.
Di quell'immagine non è stato cambiato quasi niente. I più anziani lo ricordano come uno dei prodotti più vecchi ancora presenti sul mercato... e con successo.
1896 - Primo opificio diretto da Remigio Rodolfi
1906 - Fondazione della Rodolfi Mansueto ad opera di Mansueto Rodolfi
Anni '30 - Acquisizione dello stabilimento di Castelguelfo
Anni '50 - Passaggio dei macchinari in rame ai macchinari
in acciaio inossidabile. installazione dai macchinari per la produzione della polvere di pomodoro.
Anni '70 - Inizio della produzione industriale di sughi, anche per conto terzi.
Anni' 80 - Trasformazione della società in S.p.A.
1996 - Certificazione del Sistema di Qualità ISO 9002
1997 - Diventa operativo il nuovo impianto per la produzione di polvere di pomodoro, che triplicherà la capacità produttiva della Rodolfi Mansueto S.p.A.
1998 - Ultimazione del nuovo magazzino di stoccaggio prodotti di 12.000 metri quadrati
2000 - Nuova linea Ortolina per il retail
2004 - Oltre 120.00 tonnellate di pomodoro fresco trasformato
2006 - Ultimazione del nuovo magazzino di stoccaggio prodotti di 6.000 metri quadrati
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